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Disturbi relazionali

È molto difficile sintetizzare ciò che la categoria disturbi relazionali vorrebbe descrivere. Sicuramente, al centro dell’esperienza di un disturbo relazionale, c’è l’incapacità a stabilire con le altre persone una forma di rapporto reciprocamente soddisfacente.

Molteplici nel numero e nella forma possono essere le cause: rigidità caratteriale, timidezza, insicurezza, o anche desiderio d’indipendenza affettiva, incapacità ad affezionarsi agli altri, a strutturare relazioni di fiducia.

C’è chi, in tal senso, parla di “disturbi di personalità” e chi invece fa riferimento al “carattere”; ciò che comunque è senz’altro in gioco, e ciò su cui diventa spesso necessario intervenire, sono le cause che sembrano strutturare la difficoltà ad entrare in relazione.

Ciascuna di quelle sopra elencate – non certo le uniche – possono avere un senso decifrabile all’interno della storia della persona, della sua autobiografia; intervenire diventa necessario se l’appiattimento o persino l’azzeramento delle relazioni è fonte di disagio e sofferenza psicologica.

La psicoterapia può, da un lato, intuire la natura dell’inibizione personale alla relazione, e dall’altra, promuovere uno sblocco delle risorse che permettono di interagire con gli altri fino a rendere “speciali” certe relazioni.