Adolescenza e dipendenza affettiva
Anche in adolescenza si può parlare di dipendenza affettiva?
Una risposta sintetica direbbe senz’altro sì.
La dipendenza affettiva può essere descritta come
- il bisogno insopprimibile di avere qualcuno – un partner – al proprio fianco;
- la paura di non potercela fare senza quella persona.
Rispondere in maniera più articolata alla domanda iniziale significa focalizzare le differenze che intercorrono tra adolescenza ed età adulta.
In linea generale, bisogna fare attenzione a inquadrare una determinata condizione di disagio in una stagione della vita come l’adolescenza.
Tra l’infanzia e l’adultità, la persona costruisce la propria personalità attraverso
- la rielaborazione personale di quanto vissuto nelle prime fasi dell’esistenza (es. le scuole elementari);
- le relazioni sviluppate con gli altri (coetanei, amici, potenziali partner…);
- l’intreccio dinamico tra il primo e il secondo punto.
L’adolescenza può essere insomma un’epoca di rivoluzione personale.
D’altro canto, può anche trasformarsi in una “ingessatura” che irrigidisce delle difese disfunzionali.
Il senso che assume una dipendenza affettiva in adolescenza è diverso da quello dell’età adulta perché va a innestarsi proprio su questa base di trasformazione in corso.

Dipendenza affettiva e autostima
In adolescenza la dipendenza affettiva può giocare un ruolo chiave nei processi che riguardano l’autostima personale.
Tra le tante caratteristiche in evoluzione nella fase adolescenziale, l’autostima è una componente particolarmente delicata.
Il senso di inadeguatezza personale è purtroppo un malessere sperimentato da moltissimi giovani.
Le motivazioni che producono una bassa autostima sono molteplici, e possono variare da individuo a individuo.
Ciò che possiamo dire è che la dipendenza affettiva, per un adolescente in difficoltà, può fungere indirettamente da rinforzo dell’autostima.
In che modo?
Sentire di poter “orbitare” intorno a un partner accudente e protettivo va a colmare proprio quella lacuna percepita interiormente:
«non sono in grado di badare a me stesso/a, ma per fortuna c’è lui/lei che pensa a me…»
Allo stesso modo, un partner “carismatico” può esercitare un effetto simile sull’autostima fragile dell’adolescente.
Può, in altre parole, far sentire il ragazzo/la ragazza fragile nelle condizioni di poter avere un senso nel mondo solo standogli/standole accanto:
«non valgo niente, meno male che con lui/lei posso essere apprezzato…»
La base di queste autoconvinzioni è una profonda insicurezza personale.
Entrambe queste dinamiche, però, impongono il costante stress emotivo dell’instabilità.
L’adolescente incastrato in una dipendenza affettiva farà di tutto per evitare il rischio di una dolorosa separazione.
Anche sopprimere totalmente i propri bisogni in nome di quelli dell’altro.

La psicoterapia della dipendenza affettiva in adolescenza
In adolescenza, la psicoterapia ha la funzione di snodare e rimettere in moto il nastro della crescita personale.
La naturale “evoluzione” di un adolescente può bloccarsi in circostanze come quelle di una dipendenza affettiva.
Nello specifico di questa condizione, la psicoterapia raggiunge l’obiettivo di rinforzare progressivamente l’autostima “interna” dell’adolescente.
Ovvero, irrobustire quella base di fiducia personale che non dipende dal ruolo e/o dal giudizio altrui.
Si può immaginare la dipendenza affettiva come il “sintomo” di un difetto di autostima.
Per intervenire sul sintomo, occorre quindi lavorare su questa condizione di partenza.
La psicoterapia, in adolescenza ma non solo, lavora sull’individuazione delle cause profonde di questo senso d’inadeguatezza personale.
Si tratta di ragioni che riguardano la singola persona, e quindi
- dipendono dalla specifica modalità di gestione, mentale ed emotiva, delle relazioni col mondo esterno;
- non sono “catalogabili” perché non universali e uguali per tutti.
Intercettare queste motivazioni nascoste permette di capire dov’è che il terreno è fragile e non permette la costruzione di fondamenta solide.
Questo lavoro di ristrutturazione dell’autostima e del senso profondo della propria fragilità interpersonale è necessario al recupero dell’autonomia personale del ragazzo/della ragazza.
Vale decisamente per la dipendenza affettiva, che porta con sé il retropensiero non posso farcela da solo, ho bisogno di lui/lei.
Ma vale per ogni altra fonte di malessere emotivo: individuare la ragione di base è necessariamente il primo passo per qualsiasi forma d’intervento psicologico.
Francesco Rizzo
Psicologo Psicoterapeuta Padova

